Contenuti per adulti
Questo testo contiene in toto o in parte contenuti per adulti ed è pertanto è riservato a lettori che accettano di leggerli.
Lo staff declina ogni responsabilità nei confronti di coloro che si potrebbero sentire offesi o la cui sensibilità potrebbe essere urtata.
Non aveva il freddo tipico delle leggende, né l'odore di muffa e oblio. Il Fantasma Gentile si manifestava solo nelle stanze dove la luce del tardo pomeriggio riusciva a penetrare senza ostacoli, illuminando la polvere sospesa come se fosse oro. Non parlava; la sua comunicazione era interamente basata sul movimento dell'aria e sulla temperatura. Lo incontravo spesso in biblioteca, seduto al tavolo di quercia dove nessuno si sedeva mai. Era sempre intento a sfogliare un volume antico, le dita trasparenti che sfioravano le pagine senza mai piegarle o macchiarle. Non era una presenza che incuteva timore, ma piuttosto una rassicurazione silenziosa, come la consapevolezza di avere un testimone discreto delle proprie fatiche. Una volta, stavo lottando con un concetto particolarmente ostico di storia dell'arte. Ero frustrato, pronto a chiudere il libro. In quel momento, sentii una lieve, quasi impercettibile, corrente d'aria provenire dalla sua direzione. Guardai in alto: il fantasma era lì, inclinato leggermente verso il mio quaderno. Non c'era giudizio nel suo sguardo vuoto, solo una calma accettazione della difficoltà. Era come se mi stesse dicendo: Continua, il processo è più importante del risultato immediato. La sua gentilezza era nella sua passività perfetta. Non interferiva, non dava risposte, ma la sua semplice esistenza ricordava che c'era spazio anche per ciò che non si poteva spiegare o catalogare. Era l'incarnazione della pazienza. Quando il sole tramontava e le ombre si allungavano, lui svaniva, non con un lampo drammatico, ma dissolvendosi lentamente nella penombra, lasciando dietro di sé solo il leggero profumo di carta vecchia e lavanda.